Perché molti non riescono a sopportare la pressione psicologica che connota gli aspetti sociali, lavorativi e relazionali della vita?
Per noi la risposta più semplice (ma non esaustiva) è che la mente di chi non pratica è una mente dispersa. Una mente che, non essendo stata "domata", non può essere utilizzata con successo per tracciare rotte nella vita e soprattutto non può esprimere l'intensità che serve per mantenere dette rotte "nel mare" caotico e stressante della moderna quotidianità, se non in casi eccezionali. Ecco perché molti si lasciano schiacciare dalla pressione dei carichi mentali, finendo per demoralizzarsi o peggio per restare intrappolati in routine insoddisfacenti, incapaci di darsi obiettivi appaganti.
Anche chi si rende conto di essere imprigionato spesso non capisce come uscirne, dato che erroneamente crede che la causa dei suoi problemi risieda nella mancanza di forza di volontà.
Di fatto, non è che la volontà manchi loro davvero, è che non sanno come trasformare detta potenzialità in uno strumento reale, ossia in intenzione unificata (in cinese Yi), la cui coltivazione sta alla base del Ch'an/Zen originale.